Oltre la Tenebra

L’Italia, a poche ore della dichiarazione di guerra, si era ritrovata a dover affrontare la Mediterranean Fleet con appena due corazzate. 

Emersero notevoli problemi di coordinamento aeronavale con la sfortunata battaglia di Punta Stilo dove la Regia Marina e la squadra inglese entrarono in contatto con rispettive corazzate per la prima volta. Gli inglesi colpirono con successo la corazzata Giulio Cesare e minacciarono anche l’altra corazzata Cavour. La squadra italiana ruppe immediatamente il contatto ma fu sottoposta ad attacchi anche della propria aeronautica dalle coste per gravi deficienze di coordinazione e comunicazione.

L’amara esperienza esasperò la tendenza di non dover più rischiare le corazzate in una misura simile a quella presa da Germania e Giappone che impiegarono le proprie navi da battaglia in missioni e situazioni quanto possibile avulse dal contatto diretto con le controparti nemiche. La tecnologia navale, durante la seconda guerra mondiale, aveva sconvolto i tradizionali schemi di guerra navale oltre ogni previsione ed aspettativa.

 

Incrociatore Zara sotto i colpi.

I terribili eventi del raid notturno di Taranto ( 11-12 novembre 1940 ) e dell’imboscata di Matapan ( 27-29 marzo 1941 ) simboleggiano il risultato della irresponsabilità politica per una guerra che gli italiani non avevano del tutto compreso al momento dell’annuncio.da parte del Duce, nella fatidica ora tardopomeridiana del 10 giugno 1940.

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4 pensieri riguardo “Oltre la Tenebra

  1. Si vive l’evento storico come un dramma,chiuso nel tempo ma anche sempre ripetuto.I personaggi sono sempre gli uomini,si chiamino Nelson come ad Aboukir,o Yamamoto come a Pearl Harbour,o Durand de La Penne come ad Alessandria.La storia è questa.

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  2. Molto interessanti e coinvolgenti gli articoli. A monte ci sono un grande legame verso la propria città e amore per la storia e gli eventi bellici e militari. Le descrizioni cosi dettagliate e analitiche dei fatti storici avranno richiesto uno studio condotto con piena motivazione e consapevolezza. Complimenti davvero Gabriele! E’ stato per me un viaggio molto istruttivo. Ho trascorso tante estati della mia infanzia e adolescenza nell’isola di S.Pietro , non avrei mai immaginato che vicino, in S. Paolo esistesse una Torre Corazzata ! Nella narrazione mi ha colpito quell’immagine delle grandi navi Duilio,Littorio e Cavour che come balene ferite in fuga si dirigono verso i bassi fondali, alla ricerca della salvezza. C’è tanta sensibilità nel tuo racconto.
    Titti

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    1. Vero, le navi diventano parte della vita di chi ci ha speso anni della giovinezza, condividendo con esse sogni,aspettative. desideri di riscatto e forse anche desiderio di avventura 🙂

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